scritto l'11/06/10 alle 00.40:
Ricordate il giorno del raduno l'agosto scorso? Io si, perfettamente.. Tanta gente, ragazzi, dell'inferno e non, uomini, donne, bambini e numerosi giornalisti, tutti mossi dalla curiosità di conoscere dal vivo coloro che avrebbero dovuto indossare la casacca della Juve quell'anno.. All'inizio non c'erano tutti, all'appello mancavano Jones ed Ere, che poi arrivarono verso ora di pranzo, e Koszarek e Aaron, impegnati con le rispettive nazionali.. E ricordate lo striscione dell'IBN che campeggiava sulla ringhiera della palestrina interna? Diceva "Pronti ad ogni battaglia per amore di questa maglia"..
Oggi, a campionato purtroppo terminato, dopo una cavalcata trionfale che ci ha visto imporci con prepotenza ai vertici dell'Italia cestistica ridimensionando piazze ben più attrezzate economicamente ( penso a Bologna, Roma, Treviso, e la stessa Milano), beh, direi che a distanza di 10 mesi il messaggio è stato non solo recepito, ma anche messo in pratica alla grandissima..
Della partita di stasera si potrebbero dare tante chiavi di lettura: farne una questione tecnico- tattica, una questione di arbitri come fatta da altri o una questione semplicemente di forma fisica che dire diversa è un eufemismo.. Ecco, se proprio dovessi tentare di interpretare questa gara5 e sempre che mi sia rimasto a quest'ora un minimo di lucidità in testa, beh direi che sostanzialmente l'abbiamo persa ai liberi, considerando che bene o male negli altri fondamentali siamo stati sostanzialmente equivalenti: il solco è stato scavato dalla poca lucidità ai liberi che per ben due volte ci ha impedito, una volta compiuto lo sforzo maggiore di rientrare dal -10, di ottenere un vantaggio psicologicamente pesantissimo.. E gli errori ai liberi di tiratori solitamente precisi come Dibo, Koszarek, Bowers, e volendo anche Michelori, rappresentano a mio modo di vedere l'emblema della nostra scarsa lucidità ormai da gara3 a questa parte.. Non raccontiamoci favole e favolette, se avessimo avuto un pò più di fiato nei polmoni adesso staremmo organizzando l'esodo in Toscana.. Purtroppo quel pizzico di ossigeno ci è mancato per farci fare il passo decisivo, ma per questo non me la sento di colpevolizzare questi encomiabili ragazzi..
Hanno combattuto difendendo i nostri colori, il nostro popolo, la nostra città, facendoci gonfiare il petto dopo tanti anni di buio, ci hanno portato alla ribalta andando, e questo vale per almeno 3-4 di loro, molto al di sopra delle loro possibilità.. E tutto ciò grazie al gruppo che si è cementato nel corso dei mesi, grazie ai ragazzi che tra di loro prima di colleghi erano amici, veri amici.. E ciò anche grazie al fantastico lavoro di Stacy, Donna, Amanda etc.., il cui entusiasmo contagioso ha avvicinato ed incuriosito tante persone alla nostra realtà.. Tutto questo ci ha permesso di creare un collettivo che NESSUNO, e ribadisco NESSUNO in Italia può vantare.. Un collettivo formato prima da uomini con sani valori, e poi da grandi/ medi/ modesti giocatori..
Come posso a questo punto non citare e ringraziare il nostro coach? Io ero uno di quelli che Sacripanti avrebbe pagato oro per non vederlo mai allenare da noi.. Ricordate come veniva presentato? Isterico, senza palle ed incapace di tener saldo uno spogliatoio, ovvero tutto l'opposto di ciò che serviva per allenare a Caserta.. Ebbene Pino ha sopreso tutti, ma che dico sorpreso, ce l'ha chiavata a quel posto a tutti, dimostrando serietà, professionalità, attaccamento alla maglia( e da un canturino mica è cosa da poco) e soprattutto grande capacità di organizzazione e di gestione dello spogliatoio.. E in questo eccellentemente coordinato da Oldoini( che Pino oggi in conferenza stampa ha giustamente definito " un capo allenatore che si ritrova a fare il vice"), Petroccione e tutti gli altri..
Ora dirò le solite parole di circostanza, ma che forse meglio di qualsiasi altra possono far capire il concetto: ricordiamoci di gara5 contro Montegranaro, di Pavia, di quando perdevamo a Montecatini i cui tifosi al nostro ingresso ci cantavano l'inno di Mameli, di Betti, di gara4 a Jesi, di Butler e Foster, di quando ci definivano "branco", di quando volevano far passare la nostra JUVE per una specie di organizzazione camorristica, dei festeggiamenti al Paladozza coi fratelli Fortitudini e della vittoria con Rieti alla penultima di campionato che ci diede quel fottutissimo 13esimo posto che valse la salvezza in un campionato di veleni.. E pensiamo ad oggi: siamo sulla bocca dell'Italia cestistica, i quotidiani sportivi sciorinano solo complimenti per le nostre imprese, insomma, ci siamo rifatti un nome tra i grandi dopo averlo perso definitivamente nel '98.. E mica solo questo? L'Eurolega e la semifinale scudetto, anzi, gara5 di semifinale scudetto davanti a 7500 casertani.. Uagliù ma vi rendete conto o no di quello che abbiamo fatto? Io stento ancora a crederci, è troppo, troppo, troppo bello per essere vero.. E per essere finito.. Ho un vuoto dentro che non potete immaginare.. Il viaggio di ritorno da Milano, dopo gara3, è stata una delle nottate più magiche della mia vita, un sogno troppo bello per essere vero.. E purtroppo lo era.. Peccato mi sarebbe piaciuto tornare a Siena, rivivere quelle stesse emozioni con la consapevolezza che il risultato sarebbe stato l'ultimo dei problemi.. Ma forse è giusto così.. Non si può avere tutto dalla vita, e già quest'anno abbiamo avuto tanto.. Il rammarico rimane, ed è forte, anzi fortissimo, e gli occhi lucidi a fine partita, miei e dei tanti volti conosciuti che mi erano attorno ne sono la testimonianza..
Ma mi rendo conto sempre di più che questo non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza, ed è da qui che bisogna ripartire più forti, grintosi e cattivi di prima..
TREMATE, CASERTA E' TORNATA GRANDE E NON HA LA MINIMA INTENZIONE DI FERMARSI!! AVANTI JUVE!!
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