Christopher Roy Roberts, nato a Fort Worth, Texas il 24 Marzo del 1988.
Andiamo con ordine, prima di parlare del ragazzo in sè, ci dilunghiamo su una considerazione: da quanto tempo i comunicati della JuveCaserta sui nuovi acquisti erano dei veri e propri segreti di pulcinella? Troppo.
Dall' anno di Coldebella, oserei dire.
Bene così.
Dall' anno di Coldebella, oserei dire.
Bene così.
Chris Roberts è un ragazzo di cui potremmo impostare la storia semplicemente copiando e incollando quella di decine di coloured che vivono il sogno NBA e poi lo lasciano naufragare tra i flutti depressi della D-League, finchè non si convincono che la pallacanestro professionista è troppo lontana, e la luce, il gas, la famiglia, non si mantengono con la manciata di dollari che ti danno nelle minors statunitensi.
Con l'unica differenza che lui, di smettere di lavorare per migliorarsi, non vuole proprio saperne.
Il ragazzo di Fort Worth inizia nel Liceo di Dunbar, dove mette insieme buone cifre, ma in una piccola High School. Chiude con 18 punti di media, e alla fine dei conti, nelle graduatorie del recruiting viene annoverato come 45° tra i migliori giocatori dello Stato. Del Texas.
Non proprio un "outstanding player", e infatti dalla D1 NCAA non arriva nessuna offerta, si ripiega sulla Navarro University, Junior College con un programma sportivo che gli garantisce giusto la borsa di studio per restare nel campus del college texano.
Non proprio un "outstanding player", e infatti dalla D1 NCAA non arriva nessuna offerta, si ripiega sulla Navarro University, Junior College con un programma sportivo che gli garantisce giusto la borsa di studio per restare nel campus del college texano.
Le statistiche anche qui sono rivedibili, ma nell'anno da Sophomore trova più spazio, incrementa la produzione offensiva e per attitudine e etica lavorativa, conquista quella notorietà bastevole a permettergli il passaggio ai Bradley Braves, sezione Athletics della Bradley U di Peoria, Illinois.
Ecco, questa è l'unica occasione in cui C-Rob si allontana dal nativo Texas per abbracciare il Nord della Nazione.
Resta due anni, numeri non altisonanti in un College non di primo piano con risultati non irresistibili. Decisamente troppi "non" per essere un giocatore con velleità di trovar spazio in NBA. Nonostante tutto lo spazio mediatico non gli manca, finendo sulla ESPN spesso e volentieri per le sue schiacciate, e ovviamente, per uno dei buzzer beater più incredibili degli ultimi anni. Da 23 metri.
Resta due anni, numeri non altisonanti in un College non di primo piano con risultati non irresistibili. Decisamente troppi "non" per essere un giocatore con velleità di trovar spazio in NBA. Nonostante tutto lo spazio mediatico non gli manca, finendo sulla ESPN spesso e volentieri per le sue schiacciate, e ovviamente, per uno dei buzzer beater più incredibili degli ultimi anni. Da 23 metri.
Giocatore completo il nostro Chris, buon tiro (sul 33% in carriera dalla lunga distanza), ottimo jump dalla media e un' ottima coordinazione quando c'è da concludere nel traffico delle aree colorate avversarie. Quella stessa coordinazione, abbinata ad una propulsione capace di farlo levitare con estrema eleganza nelle sue volate a canestro, fanno di Roberts un' autentica macchina da Showtime.
Proprio "Showtime" è il nickname affibiatogli dal cronista che segue le sorti degli Austin Toros, D-League.
Proprio "Showtime" è il nickname affibiatogli dal cronista che segue le sorti degli Austin Toros, D-League.
Il nostro infatti non trova spazio nella Lega al draft 2010, scende nella Lega di Sviluppo e si propone di migliorare, come tutti i prospetti che mancano il grande salto alla prima occasione.
A differenza di tutti gli altri però, lui migliora davvero.
Prima di arrivare nella franchigia di Austin, serbatoio prediletto di Coach Pop per le sue pescate vincenti da aggiungere ai Big Three degli "speroni", la sua destinazione è un' altra squadra texana, che lo preleva da Idaho, che l'aveva scelto al quarto round del Draft D-League, i Texas Legends (Dallas Mavs). Qui cresce molto, trova spazio con il passare del tempo, e dopo un primo anno con sole 10 partite all'attivo (e una negli Idaho Stampede), si consacra nella seconda stagione a Frisco. Diventa uno dei migliori difensori della Lega, e pur non essendo la prima punta offensiva, mette a referto 12 punti e 4 rimbalzi di media.
Tanto basta per guadagnarsi il #15 tra i migliori giocatori della D-League, abbastanza per tentare la Gatorade Call da parte di una delle franchigie del piano di sopra. Arriva ad una scelta dal vestire la canotta dei Grizzlies, ma come la storia c'insegna, è sempre più facile scelgano l'altro, e così accade.
Tanto basta per guadagnarsi il #15 tra i migliori giocatori della D-League, abbastanza per tentare la Gatorade Call da parte di una delle franchigie del piano di sopra. Arriva ad una scelta dal vestire la canotta dei Grizzlies, ma come la storia c'insegna, è sempre più facile scelgano l'altro, e così accade.
Viene però invitato alla Summer League da parte dei Mavs stessi, ma Chris non si mette in mostra più di tanto, tornando quindi nel "Limbo".
Non più Frisco, ma Austin, nei Toros. Con una trade a sorpresa (attraverso cui, nei Legends ci finisce l'ex Milano Dentmon) il ragazzo arriva in una delle compagini più ricercate, perchè gli Spurs nel sommerso ci sguazzano. E pescano. Ben due le Gatorade Call-up di San Antonio nell'anno del ritorno alle finali: Aron Baynes (prima parte di stagione in Europa) e Cory Joseph.
Chris "Showtime" Roberts mette a referto 14.4 punti e sempre 4 rimbalzi di media, ma quello che più colpisce è la capacità di difendere duro (sfruttando braccia lunghe, atletismo e altezza, quasi 2 rubate a partita) e la facilità con cui riesce a spiccare il volo.
Ok, forse non ci credete, ma noi mica titoliamo i nostri pezzi a caso? Sa davvero come volare, tant'è che con i suoi Toros chiude spesso planando sui malcapitati difensori.
Anche se sono i centri avversari? Ovvio.
Anche se il centro in questione è l'essere più alto della Lega, sua "altezza" 223 centimetri Will Foster?
Assolutamente.
Anche se sono i centri avversari? Ovvio.
Anche se il centro in questione è l'essere più alto della Lega, sua "altezza" 223 centimetri Will Foster?
Assolutamente.
Non arriva la chiamata durante la stagione, ma i Jazz di Salt Lake City gli offrono un posto alle Summer League di quest'anno.
Ed arriviamo quindi a noi. In Florida mette in mostra tutto il proprio arsenale offensivo, ma in particolare difensivo (che non ha mai nascosto essere l'aspetto principale del proprio gioco).
In 3 partite mette a referto 15 punti, 1.3 rubate, 1 assist e 2.3 rimbalzi.
Come nel suo ultimo anno in DLeague aveva ottenuto varie soddisfazioni personali: inclusione nel secondo quintetto della Lega, e nel terzo Difensivo, anche con Utah non passa inosservato.
Come nel suo ultimo anno in DLeague aveva ottenuto varie soddisfazioni personali: inclusione nel secondo quintetto della Lega, e nel terzo Difensivo, anche con Utah non passa inosservato.
Honorable Mention, e sotto gli occhi attenti di Atripaldi.
Già professionista nel 2011/12 con la maglia messicana dei Fuerza Regia di Monterrey (15 pts + 4.5 rebs), torna lontano dagli Stati Uniti e dal suo Texas, ma questa volta nella sua prima grande occasione in carriera: la JuveCaserta di Lele Molin.
Le premesse per far saltare il Palamaggiò con le sue qualità atletiche, ci sono tutte, ma c'è una brutta tradizione in fatto di guardie all'ombra della Reggia, e starà a lui liberarcene in fretta.
Le premesse per far saltare il Palamaggiò con le sue qualità atletiche, ci sono tutte, ma c'è una brutta tradizione in fatto di guardie all'ombra della Reggia, e starà a lui liberarcene in fretta.
(Come ogni giocatore USA che si rispetti, ha un profilo Twitter, e nel caso vi andasse di accoglierlo calorosamente in 140 caratteri, l'indirizzo è questo qui: @23Croberts24 )


Nessun commento:
Posta un commento