Philadelphia è una delle città più affascinanti degli States, sicuramente una di quelle con più storia (dove per "storia" s'intende comunque dal 1600 a salire...ci sono pietre a Roma che se gli raccontate della storia antica delle città americane vi pigliano per il culo).
Nella "città dell'amore fraterno", fondamentale nella Rivoluzione Americana, è stata firmata la Dichiarazione d'Indipendenza nel 1776 (Philadelphia 76ers vi dice nulla?), poi la Costituzione, e per un certo periodo di tempo fu anche capitale. Altre cose importanti? Vi è nato quel genio di Bill Cosby, Rocky la mattina per allenarsi saliva le scale del comune e Willy ci giocava a basket con gli amici prima di trasferirsi ad ovest per diventare il Principe di Bel-Air. Insomma, la gente lì ne ha di cose da raccontare.
Ora veniamo alla pallacanestro, che poi è la cosa che ci interessa. Wilt Chamberlain, Earl 'Black Jesus' Monroe, Sheed Wallace, Kobe Bryant: tutti figli di Philly. Tra questi, forse meno famosi nel mondo ma non in città, un paio li conosciamo piuttosto bene.
Il primo è una vera e propria leggenda della Philadelphia cestistica, Kareem 'Rab' Townes, play della Juvecaserta annata 1996/97. Quaranta di media alla Southern High School e record di punti in una singola partita (52!) alla prestigiosa La Salle University. Genio (vari quarantelli in campionato nell'annata bianconera, e successivo provino per i Lakers) e molta sregolatezza: fu arrestato nel 2001 mentre spacciava crack. Oggi è fuori e, a 41 anni, si diletta ancora in qualche campionato amatoriale cittadino.
Il secondo è Sean Colson, inutile parlarvi della sua esperienza in bianconero: se non lo conoscete problabilmente avete sbagliato blog (come lui evidentemente sbagliò persona il giorno in cui iniziò a seguirmi su Instagram senza che io postassi nemmeno una foto). A proposito, Sean oggi fa il coach e proprio pochi giorni fa ha vinto con i suoi ragazzi uno dei principali tornei cittadini (che aveva vinto anche da giocatore, ovviamente).
Domani esordisce al PalaMaggiò un altro figlio di Philly, anche lui playmaker, come gli illustri concittadini che l'hanno preceduto: Ronald Moore. Il ragazzo è motivato e pronto per la nuova esperienza, ed ha già dichiarato alla stampa di essere amico di Colson (bel modo di presentarsi al pubblico casertano, bisogna dirlo).



....e aspettiamo che he show that.
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