domenica 27 maggio 2012

CIAO MARTIN: INCIDENTE STRADALE PER COLUSSI, CASERTA A LUTTO

Martin a canestro contro l'Olimpia Milano
[Basketinside.com]
Come un fulmine a ciel sereno, la notizia, l’incredulità e la dura accettazione. Martin Colussi, 31 anni, è morto in un incidente stradale. Una carriera fatta di tanta gavetta e tante piccole-grandi soddisfazioni, una di queste vissuta proprio a Caserta, con la nostra Juve, l’emozione di calcare i campi della massima serie, dopo tre stagioni da capitano e anima di Pavia.
Mentre tornava a casa, in direzione Pordenone – Udine, con la sua Volkswagen Polo è finito in un canale, all’altezza di Zoppola, forse per un malore, forse un colpo di sonno, ed è stato ritrovato lì, stamane alle 6.00, quando ormai non c’era più nulla da fare (fonte: il messaggero veneto).

Non chiamatelo argentino. Il ragazzo di gavetta ne ha fatta tanta, davvero tanta, dalle giovanili di Gorizia, il fallimento, Fabriano, il rilancio a Pavia e la Serie A da giocatore vero sotto la Reggia, e infine l’ultimo anno a Veroli, per conquistare la Serie A, questa volta da protagonista. Alla JuveCaserta si presentò timidamente, ringraziò per l’opportunità e soprattutto, continuava a ripetere che no, non era argentino, ma a dispetto del nome, il suo era talento tutto “made in Friuli Venezia Giulia”.
A Caserta per Martin tutto è una novità, sia per la vita, non era mai sceso così a Sud, sia professionalmente. Passare dalla LegaDue all’Eurolega, dopo anni tra palestre e strutture da 3.000 posti, Mosca, l’O2 Arena di Berlino, il Vistalegre di Madrid, e i play-off di Eurocup, le trasferte tra Turchia ed estrema Russia, viveva questa avventura come un bambino alla prima esperienza, tratto che accomunava il nativo di Casarso con tutti i tifosi bianconeri. Tanta voglia di fare, soffriva a stare in panchina, soprattutto quando i titolari mettevano in campo poco più del 50% del loro potenziale, poi lo spazio maggiore, le sue penetrazioni e le sue bombe, il suo high in Serie A contro Milano (17 pts) il primo maggio del 2011, che per un lavoratore come lui è quasi un segno. 21 di valutazione contro Brindisi, con 14 punti in 19 minuti che regalarono alla Juve una vittoria strepitosa, in una giornata non molto felice per il tifo casertano, e quella che forse per lui fu la soddisfazione maggiore, la prima partenza in quintetto della carriera, in Serie A, a Varese, dove ripagò coach Sacripanti con 15 punti e l’ennesima prestazione maiuscola.

Poi i problemi societari, le casse che non potevano far fronte allo stipendio di Martin, che per quanto avrebbe meritato di restare in Lega A, ha fatto ritorno nella serie cadetta, a Veroli, per tornarci poi dalla porta principale.
Ha sempre dato tutto, per Caserta, come per tutte le altre squadre in cui ha militato, giocando spesso da “americano” aggiunto, per prestazioni e carisma, divenendo capitano a Pavia, che ha lasciato solo dopo il fallimento della società lombarda e dove ha firmato alcuni dei maggiori successi della stessa società.
Avrebbe meritato di più a livello personale, ma anche se la sua vita, come la sua carriera, è terminata lì, in un canale sulla strada verso casa, il suo ricordo resterà vivo in più di un palazzetto, in più di un appassionato, ed in chiunque lo abbia apprezzato per il carattere, il talento e la professionalità che metteva in ogni sua avventura.
Ciao Martin.

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