giovedì 20 giugno 2013

#WISHLIST : THE SHOT OF ROWDY, UN AUSSIE PER LA JUVE

rantsports.com

Partiamo dal presupposto che si, l'arrivo di Atripaldi ha fomentato i nostri desideri più reconditi: vedere rookies decenti in canotta bianconera. D'accordo, Foster e Butler hanno contagiato la città con la rookie-fobia, ma noi purtroppo (o per fortuna), ne siamo immuni, e il motivo è semplice.
Quando segui l'NCAA, passi il mese di Marzo in preda ad un' isteria insensata e "gufi" il tuo beniamino al draft affinchè non venga draftato e arrivi in Europa, beh, hai abbastanza anticorpi da capire che, due pescate di merda nel mare magnum americano, possono essere considerate più che normali.
Lo scorso anno, a dir la verità, ci hanno ingannato. Si parlava di Machado, Scoop Jardine e Terrell Stoglin, e noi, poveri illusi, ci speravamo, ma niente, arrivano solo "esperti" come Wise e Chatfield, mentre Stoglin fa il fenomeno in Grecia...
Andiamo oltre però, e guardiamo con fiducia in Atripaldi: basta discount europei, si va a fare shopping all' Undrafted Mall, e allora noi, nella lista della spesa, sfoghiamo qualche desiderio, tipo quando scrivo a mio padre la Nutella sulla lista, e lui puntualmente la ignora. Nel frattempo che torna però, uno ci spera.


Partiamo con la presentazione di Ryan Broekhoff, nato nell'estate del 1990 a Frankston, Australia.
Il nostro Ryan è cresciuto, come tutti i suoi colleghi boomers, nell' AIS, Australian Institute of Sports, istituto che sta pian piano facendo le fortune del movimento cestistico australiano, citofonare Dante Exum per informazioni.
Talento nella norma, non ha un fisico eccezionale, e se ha un po' di atletismo, vuol dire che si è nascosto davvero bene, perchè nessuno scout è mai riuscito a trovarlo.
Tant'è che alla resa dei conti, l'unica offerta proveniente dalla Division I è quella di coach Homer Drew e i suoi Valparaiso Crusaders.
Consulto in famiglia (tutti ex cestisti) e rapida decisione: si vola in Indiana.
Oh, è lo Stato dove c'è un canestro in ogni cortile, e poi gioca la Horizon League, forse non la più importante delle Leghe, ma pur sempre tra le migliori 10, nonostante la perdita progressiva di istituti storici come Butler (forte "rivalry" con i Crusaders) e, dal prossimo anno, anche Loyola.
Questo però poco importa: Ryan voleva l'America, e l'ha trovata.

la delusione di Prostran e sullo sfondo, l'abbraccio degli Aussies (FIBA.com)
La delusione di Prostran e sullo sfondo, l'abbraccio degli Aussies (FIBA.com)
La prima definizione di Ryan ottenuta dal coaching staff di Valpo, che al momento del Recruit ancora non aveva mai visto giocare dal vivo, è stata quella del responsabile dell' AIS, Marty Clarke: “He's very smart in Basketball”.
Come racconta Paul Oren nel suo blog su nwitimes.com, coach Drew non ci mise molto a capire che la scelta di puntare sul ragazzo era stata una delle sue migliori intuizioni.
Broekhoff partecipò con i suoi compagni di squadra dell' AIS, tra i quali Dellavedova e Motum (non male l'annata dei '90 per gli Aussies), al FIBA World Championship U19.
Coach Drew era presente alla gara contro la Croazia, dove dominava il duo Delas – Prostran, e giocava anche quel Radosevic ora nelle fila dell'Olimpia Milano.
Sul +3 arriva il tentativo dalla lunga degli slavi, la palla tocca il secondo ferro dell'anello e sta per entrare. Dal nulla sbuca il nostro Ryan che sporca la palla e mette al sicuro la vittoria.
Sugli spalti c'erano anche rappresentanti di St. Mary's (dove poi andrà Dallavedova) e Texas, ma l'unico gongolante era proprio Homer Drew, allenatore dei Crusaders.
Rowdy, com'è chiamato sin dai tempi dell'AIS, chiuderà la competizione con 7 punti e 7 rimbalzi di media, ma non partendo in quintetto.
Ed il primo anno a Valparaiso, stagione 2009/10, accade praticamente lo stesso: tante buone cose ma essenzialmente, un ruolo di gregario.
Le porte dello SF si schiudono quando la guardia titolare di Valpo, Brandon Wood, lascia Indiana per andare a Michigan State per la sua ultima stagione di college. Ha esordito da pro quest'anno, in Ungheria, per dire.
L'australiano aumenta il minutaggio, aumenta la fiducia, e diventa in un crescendo rossiniano il leader dei suoi, riportando Valparaiso ai livelli toccati solamente nella Summit League, tra il '98 e il 2002. Parallelismo importante per Ryan, perchè in quei Crusaders giocava e guidava le danze un ragazzo della Repubblica Ceca, che seppur senza trovare l'NBA, avremmo visto in Italia alla Fortitudo e a Roma, salvo poi vincere tutto in Europa con Badalona (Eurocup) e Barcelona (Eurolega).
Lubos Barton nel suo anno da freshman raggiunse per l'Università con sede in Indiana, il più grande dei traguardi: le sweet sixteen, oltre ad essere, fino alla sua laurea, stabilmente tra le invitate al grande ballo dell' NCAA Tournament.
Ultima apparizione per Valparaiso? 2004, due anni dopo l'addio di Barton.
Da allora mai più raggiunte vette simili, figurarsi dopo lo spostamento nella Horizon (avvenuto nel 2007).

horizonleague.orgRyan però nel frattempo cresceva, diventava un tiratore mortifero, metteva massa muscolare e in più, conservava quell' intelligenza cestistica che in ogni frangente, esaltava il suo gioco.
Nell'anno da Junior Valpo conquista la RS della Horizon, ma gli sfuggì la vittoria finale, quindi niente March Madness. Nel suo ultimo anno, non poteva fallire.
Ri-vince la Regular Season, ottenendo il vantaggio del campo nella post season.
Arriviamo quindi agli inizi di Marzo di quest'anno, semifinale contro Green Bay.
Premessa: c'è una storia di buzzer beater e Valpo che risale al 1998, First Round dell'NCAA Tournament contro Ole Miss. I Crusaders hanno in panchina lo stesso coach che ha scoperto Ryan, Homer Drew, ma in campo c'è un All-American, Bryce Drew, figlio del coach e solo per questo arrivato a giocare con la canotta dei Crusaders. Le offerte sul suo tavolo al momento del diploma all' High School infatti, erano di livello nettamente superiore.
Bryce guida Valpo (13° seed) al primo round della “March Madness”, l'ostacolo è Ole Miss (4 seed). Ah, e ovviamente, nella sua intera storia, Valparaiso non aveva mai vinto una gara nel Torneo.
Con 4'' da giocare, Mississippi è avanti di 2, 69-67, e in lunetta c'è Ansu Sesay, che puo' portare a due i possessi di vantaggio. Sesay, Sesay, dove l'ho già sentito? Il ragazzo, visto poi a Roseto, Napoli (una Coppa Italia) e Milano, trema e fa 0/2 . Rimessa Valpo, passaggio rapido a Bill Jenkins a centrocampo, che scarica a Drew, da 3, Got it!
Valparaiso compie il più emozionante degli upset (uscirà poi con Rhode Island), e nella memoria restano il punteggio, 69-70, il tuffo di Bryce, che si stende sul parquet, e la “follia” dello storico cronista dei Crusaders, Todd Ickow. 



Storie di pallacanestro statunitense però, torniamo al nostro Ryan, alla nostra storia.
È il 9 marzo 2013, Valparaiso – Green Bay, semifinale di Horizon League.
Ecco, di quelle tre istantanee, non ne mancherà neppure una a 15 anni di distanza.
Il punteggio infatti, recita ancora 69-67 a sfavore. Errore dalla lunetta, rimbalzo difensivo di Broekhoff che si fa tutto il campo, arriva all'altezza del gomito fuori dalla linea da 3, mano in faccia, si alza, fadeaway, Got it!
Ryan cade, si rialza, e viene sommerso dai compagni, mentre coach Bryce Drew, proprio quel Bryce Drew, divenuto allenatore dopo che papà Homer si è ritirato nel 2011, si lascia cadere a bordocampo, alzando i pugni al cielo con ancora una volta la schiena stesa sul parquet.
E tutto questo è ovviamente accompagnato dalla follia di Todd Ickow.
Storia nella storia.


Questa vittoria significherà Finale, vinta contro Wright St., e finalmente: NCAA Tournament.
La March Madness però, è meno fortunata, e i Crusaders escono contro Michigan State al primo turno non riuscendo a replicare l'impresa, ma Ryan Broekhoff, nonostante ancora gli scout siano alla ricerca del suo atletismo, ha dimostrato come l'intuizione di Homer Drew fosse assolutamente corretta.

La scelta di puntare o meno su un ragazzo bianco, poco atletico, ma con un IQ cestistico di un altro livello, anche per l'NBA, si ripresenterà di qui a breve, nel prossimo Draft 2013.
Senza illusioni, non ci sono molte possibilità per il nostro Ryan Broekhoff di entrare nella Lega, e lo sa anche lui, avendo di recente deliziato i presenti alla Ghirada di Treviso per l'Adidas Eurocamp.
È stato anche al Portsmouth Invitational, dove la sua squadra ha vinto, e lui ha chiuso con 6.3 punti e 2.3 rimbalzi di media. Si è giocato le sue carte, ha assunto un agente (Priority Sports, con Brad Ames), e ora attende una possibile chiamata. 

In ogni caso, la sua intelligenza, la storia accademica e un passaporto comunitario (olandese) che non fa mai male, rendono Ryan un prospetto ideale anche per il basket del vecchio continente, e chi avrà l'intuizione di puntare su di lui, questa volta, puo' star tranquillo: chiedere a coach Homer Drew per maggiori informazioni.


valpoathletics.com 

 

Nome: Ryan Broekhoff

Anno: 23 agosto 1990

Naz. : Australiana/Olandese

College: Valparaiso

Stats (Senior Year): 15.7 punti, 7.2 rimbalzi, 2.3 assists e il 41% da 3 in 32'.

Nessun commento:

Posta un commento