Due vittorie nelle ultime 3 partite (e quella persa, a Cantù, solo sul fil di sirena) e l'ultimo posto che diventa un puntino sempre più lontano alle nostre spalle: 6 punti dalla Pesaro fanalino di coda, che in virtù dello scontro diretto favorevole ai bianconeri diventano virtualmente 8. Tantini, anche perchè la pur stoica VL di coach Dell'Agnello è ferma al palo da 9 partite e domenica va a Cremona, penultima, per quella che può definirsi, per entrambe, la partita dell'anno.
Tornando a noi, quella contro Bologna non è stata di certo una partita da ricordare dal punto di vista dello spettacolo: oggettivamente bruttina, dove l'intensità difensiva (con un arbitraggio molto permissivo da entrambe le parti) ha sostanzialmente avuto la meglio sul bel gioco "sporcando" le percentuali di tutte e due le squadre. Ma i due punti in classifica pesano, eccome se pesano. Molin alla vigilia era stato piuttosto esplicito in tal senso: "contro Bologna, in casa, non abbiamo altri risultati utili al di fuori della vittoria". E la squadra fortunatamente lo ha accontentato.
PRIME VOLTE. Classifica a parte, la partita di domenica scorsa è stato indubbiamente un ulteriore passo in avanti in quel processo di crescita e maturazione della squadra di cui nelle settimane scorse più volte si è parlato: innanzitutto contro la Virtus siamo usciti indenni dalla maledizione del terzo quarto. Al rientro dagli spogliatoi non solo non abbiamo subito parziali spezza-gambe (come contro Pesaro, ma non ci costò la partita per un soffio, Milano, Roma, Avellino e Cantù) ma addirittura siamo stati noi a piazzare il break decisivo.
Inoltre, cosa a mio avviso più rilevante ancora, per la prima volta in campionato siamo riusciti a portare a casa una partita a basso punteggio e a basse percentuali: 53% da 2 e 11% da 3. Più volte in passato si era detto che per vincere ed esprimere al meglio il suo potenziale questa squadra necessitava di avere "affinità" con la retina e quindi ampi spazi aperti sul fronte d'attacco, contro le V Nere in questo senso è stato compiuto un passo in avanti a mio parere decisivo, anche perchè, prima di tutto, è evidente che non ci si possa aspettare di tirare col 50% da 3 in ogni partita e poi sono per lo più questi i match che mostrano il grado di maturità di una squadra: iniziare vincere anche partite con difese rognose, con la palla che non ne vuole sapere di entrare nel canestro e che quindi si giocano su durezza mentale, lucidità e cinismo è sintomo evidente di una crescita che va assolutamente confermata, possibilmente già a partire da domenica contro Varese, che può essere davvero la partita della svolta per la nostra stagione.
L'AVVERSARIO. Pallacanestro Varese.
CLARK-BANKS-ERE-POLONARA-HASSELL
DE NICOLAO-RUSH-SAKOTA-SCEKIC
All. Fabrizio Frates
E' indubbio che subentrare a Vitucci e alla squadra che tanto bene fece nella scorsa stagione culminata con la finale di Coppa Italia e la semifinale scudetto, entrambe perse per mano di Siena (poi vincitrice di entrambe le competizioni), sarebbe stato arduo per chiunque, a maggior ragione dopo lo smembramento semi totale della squadra in sede di mercato estivo con le cessioni eccellenti di coach Vitucci, andato ad Avellino, Dunston (Olympiacos), Mike Green (Khimki) e Banks (Hapoel Gilboa, poi tornato "a casa" a fine novembre). Certo è che ritrovarsi sotto Natale con un pugno di mosche in mano e fuori da ogni obiettivo non se lo sarebbe aspettato nessuno: Supercoppa persa, sempre per mano di Siena, preliminari di Eurolega persi, eliminazione immediata dall'Eurocup dopo una prima fase a gironi deludente e, ad oggi, fuori dalle prime 8 posizioni valevoli per un posto al Gala delle Final Eight di Coppa Italia. Insomma, un semi disastro che però non è ancora costato la panchina a coach Frates (nonostante la piazza ne chieda da settimane la testa a gran voce), ma quella di Caserta sembra davvero essere per lui l'ultima spiaggia.
Manco a dirlo, i giocatori nell'occhio del ciclone sono quelli che, dopo gli addii di Green,Banks e Dunston ne avrebbero dovuto raccogliere la pesante eredità: Keydren Clark, Aubrey Coleman e Frank Hassell. Risultato: Coleman, arrivato con la fama dello scorer grazie alla positivissima esperienza biellese di due stagioni or sono, poche settimane fa è stato tagliato dopo un inizio di campionato travagliato tra infortuni, incomprensioni col coach e prestazioni negative. Sostanzialmente un pesce fuor d'acqua dal punto di vista del contesto tattico e per di più anche in condizioni fisiche non ottimali. Al suo posto è tornato Banks, dopo la breve esperienza israeliana, che ha sostanzialmente ricominciato dove aveva finito: bruciando le retine le avversarie. Poco da dire, è lui la luce in fondo al tunnel varesino, è lui il giocatore a cui coach, società e tifosi si sono aggrappati in questo periodo difficile, e le cifre in tal senso sono esemplificative: 18 punti, 59% da 2, 40% da 3 e 17 di valutazione di media. Pericolo pubblico numero uno senza dubbio.
Stentano invece a convincere Clark e Hassell: il primo, pur non essendo ormai di primo pelo in Italia dopo le positivissime stagioni in Laguna tra Legadue e Serie A, sta faticando oltremodo nonostante un talento indiscutibile. Il secondo invece, centro classe '88 approdato a Varese con enormi aspettative dopo la stagione della consacrazione all'Hapoel Holon tra campionato e Coppa, le ha disattese in gran parte dimostrandosi ancora acerbo dal punto di vista mentale e tecnicamente non dotato di quel talento o di quei margini di miglioramento che in molti si aspettavano.
Le sicurezze del quintetto, ad oggi, sono due reduci della scorsa stagione: capitan Ere, su cui oggettivamente c'è poco da dire essendo ex di turno ed avendoci fatto gioire più volte in quella meravigliosa stagione 2009/10 (il trentello contro Milano in casa, la bomba a Treviso..), e Achille Polonara, il golden boy varesino, classe '91, che sta continuando la sua vertiginosa crescita guadagnandosi minuti importanti e il quintetto base. Giocatore ormai divenuto totale (gli manca in primis qualche chilo per diventare davvero competitivo ad alto livello), c'è chi lo paragona a Pittis, chi addirittura azzarda accostarlo a Toni Kukoc, ma confronti a parte, anche in questo caso le cifre parlano da sole: 12 punti, 50% da 2, 42% da 3, 5 rimbalzi, 2 assist e 14.7 di valutazione in appena 28' di gioco.
Dalla panchina si alza un'altra giovane promessa azzurra classe '91: Andrea De Nicolao. Chiariamoci: non ha nemmeno lontanamente il talento di Polonara (anche perchè parliamo di due ruoli diversi), ma è un giocatore che adoro che si sta costruendo una solida carriera in Serie A con applicazione, lavoro in palestra e sudore sul campo. A Treviso, anni fa, era considerato esclusivamente un buon difensore, uno di quelli che entrano dalla panchina, sfiancano l'esterno avversario e tornano a sedersi. A Varese ha trovato la sua dimensione rivelandosi un tiratore pericoloso da oltre l'arco (quasi il 40% in stagione) e tatticamente ordinato.
In guardia troviamo un altro reduce della scorsa stagione, che ha preso il posto di Bruno Cerella nelle gerarchie biancorosse: Erik Rush. Guardia tiratrice (o almeno così dovrebbe essere..) classe '88 di passaporto svedese, l'anno scorso ai margini delle rotazioni di coach Vitucci, che però quest'anno ha avuto fiducia da coach Frates. Fiducia fino a questo momento oggettivamente disattesa, tant'è che un altro papabile di taglio è proprio lui. A tal proposito nelle ultime ore è arrivata la notizia che la Cimberio firmerà la prossima settimana Mardy Collins, guardia in uscita da Montegranaro. I possibili indiziati a fargli posto, a questo punto sono due: Clark o Rush. Insomma, anche lui rischia grosso.
Sotto i cristalli subentrano dalla panca Dusan Sakota e Marko Scekic: il primo, lungo atipico se ce n'è uno, è rimasto in Lombardia dopo la buonissima passata stagione con la maglia biancorossa, confermandosi un tiratore semplicemente mortifero (52% da 3), il secondo invece è arrivato a Varese quest'estate spostandosi di poco, avendo passato le ultime 3 stagioni nella vicina Cantù.
PRONOSTICO.
Sulla carta Varese è superiore, ha un roster più lungo e ha maggior talento, ma la classifica recita altro: entrambe le squadre appaiate a quota 8. Veniamo da due momenti diametralmente opposti: in fiducia ed in crescita noi, nella bufera e sull'orlo di una crisi di nervi loro. Giochiamo tra le mura amiche, quindi il fattore campo può recitare una parte importante (anche se nelle ultime uscite il Palamaggiò, fa stranissimo dirlo, è sembrato più un teatro che l'arena di cui tutti noi abbiamo memorie). Sulla carta credo che sarà una partita piuttosto equilibrata, anche perchè chi perde oggi sostanzialmente dice addio al "sogno" Final Eight.
Caserta-Varese 50%-50%

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