domenica 16 marzo 2014

PREVIEW: JUVECASERTA - SUTOR MONTEGRANARO


Torna, con la solita discontinuità di sempre e dopo quasi tre mesi di assenza, il #Preview della partita targato JCR. Si, sappiamo di non esservi mancati e che manco ve n'eravate accorti, ma la nostra bassa autostima ha bisogno di credere che eravate tutti lì, in devota apprensione, a refreshare QUESTO link in attesa di buone nuove da parte nostra.  E finalmente eccoci qua, abbiamo esaudito il vostro desiderio più recondito. 

BOTTA E RISPOSTA A SUON DI CINGUETTII. Ciance, quisquilie e facezie a parte, la sconfitta di Brindisi è stata piuttosto difficile da mandar giù per l'ambiente, squadra e tifosi in primis. E il malumore di entrambe le parti è stato anche evidenziato da alcuni tweet di Brooks e Easley che hanno mal digerito evidentemente alcune esternazioni d'insofferenza e/o critiche sul social a causa della sconfitta in Puglia: 




Sinteticamente: "I ragazzi che idolatrate ed amate la domenica quando si vince, sono gli stessi che ci mettono la faccia quando si perde. Testa sulle spalle e lavorare" e "Gioco a basket per amore del gioco, della mia famiglia, dei miei compagni di squadra e dei tifosi veri. Non accetto critiche da nessuno che non faccia parte di società e staff tecnico, per cui non perdete tempo, riceverete un sorriso e una risata nella mia mente". 

DR. JEKYLL & MR. HYDE. Premesso che prendere un parziale di 24-6 e mandare alle ortiche un margine di vantaggio di 7 lunghezze non piace a nessuno e a tutti (squadra in campo, staff, dirigenza, tifosi, magazzinieri, macellai, preti, suore e chierichetti) sono girate vorticosamente per tutta la settimana sia per l'harakiri sia per l'impressionante balzo in classifica che avremmo fatto grazie alle concomitanti sconfitte di Reggio e Avellino, bisogna comunque, come si suol dire dalle nostre parti, misurarci la palla. E il modo migliore, più incisivo, rapido e comprensibile per farlo è sicuramente affidarci ai numeri: tralasciando quelli impietosi dell'ultimo periodo, nell'arco della partita abbiamo messo su 53 punti col 18.5% da 3, 35% da 2, 15 perse e 39 di valutazione. Sul campo della seconda in classifica che finora in casa ne aveva persa una sola. Oggettivamente pochino per pensare di tornare a Caserta col bottino pieno.  
Michelori a parte, le prestazioni individuali della squadra sono state insufficienti (Mordente, Moore e Scott con valutazione negativa, Vitali e Brooks con un +/- di -15 e -7 rispettivamente) e sostanzialmente abbiamo rivisto l'altra faccia della medaglia di questa squadra, opposta a quella scintillante, fulgida e meravigliosa messa in mostra nel derby con Avellino. E' quella faccia che ogni tanto ricompare, quella che ci portiamo dietro da inizio stagione e che, in questa volata playoff, si sta cercando strenuamente di debellare (perché è risaputo che i playoff non si conquistano con botti fragorosi, ma con una continuità di risultati di cui la Juve è ancora alla ricerca). Questo ovviamente non riguarda solo noi, sulle nostre stesse montagne russe sono da inizio stagione anche Venezia ed Avellino, che però sulla carta hanno un quantitativo di talento, a roster completi, superiore rispetto al nostro (e con quello che hanno speso vorremmo anche ben vedere!), per cui anche al netto di serate storte o particolari possono contare su alcuni elementi navigati cui affidarsi (e profumatamente pagati per farlo). 

HANNAH OUT, MOORE IN. E' per questo motivo che in molti, compreso chi vi scrive, hanno guardato con un pizzico di sospetto il cambio Hannah-Moore, non di certo per eventuali rimpianti verso il folletto di Chicago (pienamente condivisibile la volontà di allontanare ragazzo, prima che un giocatore, che avrebbe potuto minare la stabilità e l'integrità dello spogliatoio) quanto piuttosto per il tipo di giocatore arrivato a sostituirlo. 

A differenza del suo predecessore, Moore ha subito messo in mostra un entusiasmo, una professionalità e una dedizione alla causa encomiabili, e chi mostra di voler lottare e sudare per la maglia bianconera ha incondizionatamente il supporto della tifoseria, e questo è sicuramente un punto a suo favore. E' inoltre dotato di un ottimo ball-handling ed è un eccellente passatore, come testimoniato dalle 7 (sette) assistenze in 20' scarsi all'esordio contro Avellino (QUI potete trovare tutto quello che vi serve di sapere a riguardo). Anche Stefh lo era, ma la qualità dei passaggi dei due viaggia su due binari completamente diversi: Ronald è subito apparso concreto, pratico, pulito e lineare (giochi facili, ordine in campo, ritmo per tutti), Hannah invece ci ha sempre abituato a scorribande furiose dettate dall'istinto che diverse volte si concludevano con passaggi spettacolari, alley oop, schiacciate e via dicendo, ma che in tante altre occasioni ci sono costate care (ed è anche per questa sua indisciplinatezza tattica che, a mio avviso, il ragazzo è finito da subito nell'occhio della critica). Insomma, sicuramente un cambio necessario e dovuto di cui la squadra ha beneficiato, ma, dopo la partita contro Brindisi, rimane il dubbio che Moore non possa vestire in maniera continuativa i panni del go to guy, di quello a cui in condizioni di emergenza (tipo il quarto periodo in Puglia) affidarsi mettendo la palla in cassaforte in attesa che il resto della squadra ritrovi confidenza con la retina (ed evitando parziali spacca-gambe). Insomma, uno che tamponi l'emorragia, diciamo così. 

I sondaggi di mercato che hanno preceduto l'acquisto di Moore andavano in questa direzione, lo stesso affaire-Duhon, risvolti d'immagine e pubblicitari a parte, confermava il fatto che si stesse cercando questo prototipo di giocatore: buon passatore, scorer quando necessario e di sicura affidabilità da oltre l'arco (con cui ogni tanto, come a Brindisi, bisticciamo senza mezzi termini).
La quarta frazione e la partita contro l'Enel dimostra che è proprio la continuità nel tiro da 3 punti ad essere il fattore che più ci manca (del resto se la Juve è l'ultima squadra di serie A per percentuale da fuori non è un caso) e che l'arrivo di Moore forse può aiutarci in tal senso, ma difficilmente risolverà una volta per tutte il problema trasformandoci nella Sassari del campionato che segna da 9 metri tirando anche col culo (cosa che non sarebbe accaduta nemmeno con l'arrivo di Duhon, sia chiaro). 
Caserta in questo campionato ha giocato partite eccellenti (Venezia, Siena e il derby di ritorno sono le prime che mi vengono in mente), tutti match in cui i vari Vitali, Scott, Brooks e compagnia hanno segnato con continuità anche tiri forzati ingarrando la serata, ma ce ne sono state anche tante altre dove si faceva davvero fatica a buttare la palla nel cesto anche con metri di spazio (Milano, Cremona, Roma in casa, Reggio all'andata, in parte Brindisi etc). Torniamo sempre a monte del discorso: continuità. 
La Juve il suo obiettivo l'ha già raggiunto salvandosi con un girone quasi di anticipo, è bene ricordarlo, ma per ottenere ciò che tutti adesso desiderano ardentemente e che hanno capito di poter ottenere davvero, bisogna trovare continuità nei risultati e cancellare la metà sbagliata della medaglia. La quota playoff storicamente si attesta intorno ai 30 punti: servono 5 vittorie, ovvero non perdere il passo in casa  e vincerne almeno una in trasferta. Si può fare, ma c'è bisogno di continuità. 

L'AVVERSARIO: Sutor Montegranaro.

CINCIARINI-LAUWERS-MITROVIC-SAKIC-SKEEN
KUDLACEK-TESSITORE-CAMPANI-MAZZOLA
All. Recalcati

Rispetto all'andata (in cui la Juve ha colto, dopo quella di Pesaro, la sua seconda vittoria in trasferta stagionale) è una squadra totalmente diversa: sicuramente più povera di talento (Josh Mayo, la punta di diamante della squadra, è stato ceduto alla Virtus Roma ed è stato sostituito con una vecchia conoscenza nostrana, Jakub Kudlacek, mentre Mardy Collins, altro USA su cui la Sutor aveva fondato le sue fortune ad inzio stagione è stato rilasciato senza essere sostituito) ma di certo più viva, tenace e mai doma. Sono rimasti solo quelli che avevano a cuore le sorti della squadra e quelli che, pur di emergere, mettersi in mostra e giocare in serie A sarebbero disposti a farlo gratis, mentre i figli del "no money no play", per quanto determinanti in campo, sono stati allontanati. Insomma, si è creato quel mix di orgoglio e dedizione made in Italy e non solo che dalle nostre parti conosciamo, purtroppo o per fortuna, piuttosto bene. 
Il terremoto societario con cui da mesi i marchigiani (e non solo, a dire il vero) sono costretti a convivere alla lunga ha cementato il gruppo, l'ha reso impermeabile alle difficoltà e l'ha forgiato con un carattere commovente, in primis grazie all'ottimo lavoro di coach Recalcati. 
Fuori dal campo la situazione è grigia, i tifosi organizzano collette per salvare la società (e ripeto, noi di queste cose ne sappiamo fin troppo, tra JC Wall e tutto il resto), la quale si è data come obiettivo vitale la salvezza sul campo, poi in estate si vedrà. Logicamente si veleggia a vista, ma in situazioni simili è comprensibile. 

In questa situazione così complicata, come spesso succede, ad ergersi ad idoli a difesa della maglia sono gli italiani, in questo caso l'orgoglio sutorino ha un nome, un cognome e un titolo ben preciso: Daniele Cinciarini, il Capitano. Il fratello maggiore di Andrea (in forza alla Reggiana) sta disputando probabilmente la migliore stagione della sua carriera trascinando quasi da solo la sua Sutor alla salvezza: 15 punti in 30' di media col 37.5% da tre, queste le cifre che gli sono valse anche la chiamata in Nazionale. 
Altro pericolo per la difesa bianconera sarà Dimitri Lauwers, navigata ed esperta guardia belga ex di Avellino e Scafati: tiratore puro, di strisca, che nonostante l'età ( è alla soglia dei 35 anni), non ha ancora perso il vizio di far vincere la propria squadra a suon di bombe (per info citofonare alla derelitta Varese, orfana di coach Frates, esonerato, che nell'ultima giornata è caduta sul parquet amico sotto la scarica di "Doum" che ha messo a segno nel solo quarto periodo 11 punti che hanno permesso a Montegranaro di rimontare e vincere violando Masnago). Completa il pacchetto esterni Nemanja Mitrovic: 2/3 classe '90, bosniaco e di passaporto canadese, proveniente dal campionato greco nel quale ha disputato la stagione a Kavala. 
Sotto le plance troviamo Zeljko Sakic, ala grande/centro classe croata classe '88, con trascorsi in Croazia e Bosnia Erzegovina prima di passare alla Sutor (dove finora ha messo su buone cifre: 10 punti,  rimbalzi e 13 di valutazione di media in 27') e l'unico coloured a stelle e strisce rimasto in squadra, Jamie Skeen: lungo classe '88 con trascorsi europei tra Francia e Israele, dotato, come Sakic, di buona mano anche da oltre l'arco.
La second unit è costituita, oltre che da Kudlacek che abbiamo potuto vedere in maglia bianconera nell'ultimo scorcio della stagione 2012/13 (l'anno di Collins e Smith, per intenderci), anche dal blocco italiano caratterizzato da: Tessitore, Campani e soprattutto Valerio Mazzola: l'ex Ferrara (classe '88), terzo lungo dello scacchiere di coach Recalcati, è alla sua quarta stagione in maglia giallo-blu e si è ormai guadagnato un minutaggio di tutto rispetto nella massima serie (21' di media).

PRONOSTICO. Poco da dire, la partita non si può sbagliare e va vinta. Lo stesso coach Molin ha sottolineato come forse, per la prima volta quest'anno, partiamo con tutti i favori del pronostico e con tutta la pressione addosso. In ogni caso, 1 fisso. 

Caserta-Montegranaro 70%-30%

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