venerdì 17 aprile 2015

GHOSTS THAT WE KNEW


Uagliù, non pazziamm’ proprio. Sono fantasmi che conoscevamo prima, e che a maggior ragione conosciamo ora, e non c’è alcun motivo di andarci a sbattere contro di nuovo.
Nella maniera più assoluta.

Parliamoci chiaramente, l’intossicata ad Avellino è un qualcosa che, a prescindere dagli interpreti e dal momento, arriva. Magari quest’anno non a Natale o in mezzo alle feste, ma arriva, potete scommetterci una cena con Domercant.
E si paga alla romana.

E non è tutto. Andare ad Avellino domenica significa doversi sorbire da vicino e a tutto volume i “Trrrrrrrrripla” di quel cazzo di speaker del PalaDelMauro. Per non parlare dei cori a iosa “Serie B! Serie B!”. Anacronistico, data l’esistenza dell’A2, ma concettualmente oh, non fa una piega.
Devo continuare? Davvero, non vi basta?
E allora vi metto a confronto i roster.
Dio, è come sparare sulla Croce Rossa. Vi dico solo di un confronto “Vitali – Hanga”. Hanga. Vitali. No, dico, avete presente? E poi c’è Banks, c’è Anosike con Trasolini, e c’è Green, e Gaines, quello buono. E c’è Harper e Cavaliero e, insomma, le mischiamo le squadre?
Ah, e poi c’è Frates.
Volete mettere il farsi battere da Frates, e farci mandare in A2 da colui il quale dall’A2 ci aveva portato fuori? L’apoteosi del Frates dà, Frates toglie.
E non glielo toglierete mai quel ghigno sornione, potete starne certi.

Che cazzo c’jamm a fa, allora, ad Avellino?
L’autostrada, i kilometri, e la benzina, e il biglietto, e il freddo degli spifferi che oh, mai che uno chiudesse la porta, ma che c’avete, la coda?
E quindi, dicevamo, stiamoci a casa, che è meglio. Poi magari vi fate un giro al Campania con compagna o moglie, l’aperitivo, il giro a via Mazzini, insomma, mica vi devo dire io come passare la vostra domenica. 

Al massimo posso dirvi come la passerò io
.
Io la passerò al PalaDelMauro di Avellino, “Settore Ospiti” recita il biglietto. Che un po’ per l’ansia, un po’ perché sennò poi quando lo trovo il tempo, l’ho già preso.
E quindi niente, sciarpetta alla mano, per il settimo anno di fila, sarò su quei gradoni scomodi e freddi, a tifare per la squadra sbagliata, l’ultima in classifica, la più scarsa in assoluto.

Come “Perché” ?

Perché avete presente, cari mamme e papà, quella peste di vostro figlio che continua ad imbrattare tutto con le mani sporche e a piangere nei momenti meno opportuni? E poi magari gli urlate addosso, perché accidenti a lui. E poi vi guarda, ride, e lo stringete forte forte?

E voi, uomini e donne, innamorati come ragazzini perché al cospetto della propria metà. Una metà con turbe psicotiche e sbalzi umorali che al prossimo anniversario altro che Swarowski, al massimo En e Xanax e le valigie fuori la porta, ma poi vi guarda, sorride, e vi strappa un “ti amo”?

Ecco, e allora vi siete risposti.
Tanto l’abbiamo detto no, i fantasmi già li conosciamo, di che abbiamo paura?
Ci vediamo là.

(E non vi scordate di chiudere quelle cazzo di porte una volta che entrate. Che gli spifferi so infami per gli anziani come noi.)



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